dagli occhi per il cuore

Fotografare, inquadrare, sentire e imprimere.
Fotografia come sentimento, come tentativo di descrivere e condividere uno stato d'animo, un'emozione.
Emozione che è lo scatto in sé, stato d'animo che si rispecchia nei colori, nelle sfumature, nella morbidezza o nella brutalità del soggetto ritratto.

Uno scatto è una chiave, un attimo, un simbolo che apre lo sguardo di chi si pone davanti ad un universo nuovo, un mondo che intorno ad esso può essere costruito ed ascoltato.

Fotografo come intermediario ma anche come artista.
Intermediario tra quello che esiste e quello che trasmette; artista in bilico tra la realtà e la propria interpretazione, la propria finzione.

Vedo e sento qualcosa che cerco di narrare. Lo scatto deve avere poesia, vissuto.
E i colori? Complici di un aspetto percettivo che ha il compito di ricreare nello spettatore l'atmosfera voluta.

La luce può dipingere il silenzio, il dolore, la gioia, la sincerità senza bisogno di pianti, sorrisi, lacrime.
Tutto nasce da un'inquadratura, da una piccola superficie rettangolare, dentro pochi centimetri di colore.

Ed è questo che amo: l'essenzialità, senza sbavature, senza fronzoli.
Luce che crea, plasma, dà vita
e morte.
E lì c'è una macchina fotografica; sempre pronta a coglierla, a darle peso. Perché uno scatto è, e insieme rappresenta, il momento più importante di un contesto, di un avvenimento, di una popolazione, di un'era.
E' il simbolo di qualcosa, ciò che permette di decifrarne l'essenza, il profumo più segreto.

Sono convinto che un fotogramma, un singolo fotogramma, permetta di andare molto oltre la superficie sul quale è ritratto. Lui è solo, e resta impresso con maggior vigore di tante rappresentazioni senza senso, senza ispirazione.

Foto che rimane isolata, copia di un sentimento irripetibile che difficilmente tornerà a manifestarsi.
Per questo è importante saper cogliere, saper creare.

Si può scattare pensando, studiando. Oppure sentendo.
Una fotocamera come strumento, come tramite tra un mondo indecifrabile e occhi bisognosi di punti di riferimento, di simboli da comprendere e situazioni da scoprire.

Perché da uno scatto non si scappa, nemmeno ostentando indifferenza.
Nemmeno chiudendo gli occhi.

Basta un cuore.

tobia alberti, 26 febbraio 2012