sentirsi vivi, non fu mai scritto

alte mura bianche,
ombre,
come di buio silenzio,
come di notte culla.

ma imponenti,
infinite.

io le guardo,
dal basso,
come di insetto prospettiva
come di nullità confronto.

e le ammiro,
alte,
di giorno bianche,
ed ora scure,
ora parte della notte.

notte.

come di luce parte,
ma senza sole,
come di me respiro,
ma senza cuore.

e guardo,
e ammiro,
e rido,
e piango.

di vento il fruscio,
di immobilità il battito.

le amo,
ombre.

e le ammiro,
immensità.

chiudo gli occhi, ora.

per capirle.

tobia alberti, 21 marzo 2012