(può essere l'ombra dell'anima)

La fotografia può rappresentare quanto di più intimo ognuno di noi tiene dentro di se. Uno scatto può evocare ed allo stesso tempo permettere di rivivere istanti e sensazioni uniche, ineguagliabili, personali e profonde.

Un'immagine comunica, informa, mette a nudo in un eterno rapporto tra spettatore ed autore, legame che la fotografia illustra fino a scomparire, fino a risultare superflua, riduttiva.
Lei dal nulla crea emozione, trasmette vissuto. Ed in particolare trasmette il vissuto del fotografo, trasmette le emozioni di chi l'ha percepita e raccolta, lungo il suo cammino.

Per questo la fotografia può essere l'ombra dell'anima, la sua versione pubblica. Una parte dell'uomo offerta all'uomo, libero di interpretarla secondo il suo modo di vivere, di essere, di intendere il mondo.
Uno specchio, un frammento di qualche cosa di più grande al quale può aiutare a condurre, al quale può aspirare a prender parte.

Pensando così ad una fotografia, ognuna di esse ci racchiude, portando con se una parte dell'artista che gli ha dato vita e offrendolo alla libera interpretazione delle anime che gli scorreranno accanto.

Ombre dell'anima che scorrono.
Rappresentano ombre di altri che un uomo con una macchina fotografica fa sue per donare ad altri ancora. Rappresentano paesaggi e situazioni che qualcuno volutamente ingabbia, fa suoi e trasforma, colorandoli con il proprio modo di sentire, con il proprio modo di essere.

Fotografia.
Scura via, luce densa di lui. Di ogni cosa che ha provato, che ha voluto ricordare.
Immagine ferma di persone in movimento, di impalpabilità trasmessa,
di vita senza gloria.

Scatto.
Scatto è l'ombra che ha scelto di lasciare dietro di se, è il diario che ha scelto di condividere con bontà avrà, di guardare e sentire il miracolo.

Guardare dove l'ombra cede il passo al nero,
sentire dove il buio diventa nuovamente giorno, e racconta la vita.

tobia alberti, 18 maggio 2012