la scissione impalpabile, la mia fotografia

Come una brezza dal mare, una mare sconosciuto, un confine inesplorato che cerco in qualche modo, in qualunque modo, di portare agli altri, alla conoscenza di tutti, al desiderio di molti. Che provo a donare allo sguardo di un primo, al sogno di un secondo. Immagine alla quale uomo si pone e (nulla) osserva, trovando la sua anima fuggita, il suo bicchiere di vetro e rabarbaro.

Non fotografo per innalzare un attimo all'immortalità, per dargli una qualche parvenza di eterno, che comunque avrebbe.
Cerco di fotografare per mostrare qualche cosa che sta oltre, qualche cosa che trascende la realtà.

Scatto il sentimento, quella realtà che si sovrappone di continuo al palpabile, al constatabile. Un sentimento che diventa parallelo alla vita che si vede, alla vita di cui si parla.
Cerco l'emozione che si sente, quella frazione di esperienza che volge alla fine, creando un nuovo esistere, creando il proprio esistere, la propria ragione.

Un'immagine non è la ragione, ma un punto di vista come tanti, tanti frammenti di un segreto che non vuole provare a spiegarsi agli altri, ma vuole tentare vita, lasciandosi toccare.
Istante parallelo, realtà presa, interpretata e modellata, distorta, piegata.

Un esistere che non può essere, non può respirare accanto a noi come essenza fisica, come sogno fattibile, come desiderio perseguibile.

Note, staccate di mondo storto, diverso, fortunatamente distante dal banale coinvolgimento di una giornata qualunque, monotona, monocolore.

Prendo qualcosa che esiste, che palesemente palpabile spicca, e creo qualche cosa che è solo astrazione, che è solo quello che voglio che sia, che amerei diventasse.

Come piastrelle, come vicoli e lampioni per esprimere, per scrivere righe un poco più alte. 
Dipingo qualunque cosa per dire qualunque cosa, purché non se ne possa parlare, non se ne possa discutere razionalmente, con un qualche pelo di ragione.

Un'insistenza che tende all'ossessione, un elemento che prende e se ne va per conto suo, seguendo una strada propria, senza pregiudizi, senza chiacchiere, senza convenevoli.

L'estinzione della realtà che si piega al dubbio, che si affaccia all'ignoto della mente e dell'anima. Spiccando, piano, il volo verso l'interno, verso un mondo che varrebbe la pena di ascoltare.

Soli.

tobia alberti, 9 giugno 2012