che di colore prende sguardi. (per poi cantare, di tutto quel che.)

un mare, un mare e una voce.
che di suono trae, e trae tutto, anche il cielo.

bianco che dipinge, piano. discreto. sconosciuto e di se dimentico.
dimentico di sfumature che perde per dar terra, case chiare, arbusti timidamente verdi.

che un giorno. che domani.
domani sole.

sole note che corron al di lui fianco. e si fan pennello, e si fan berretto e sguardo.

verso ed oltre.
ma soprattutto ora. che piedi e sabbia.

ora,
che onde e voci.

di ali gabbiano, ma più grandi.
ad abbraccio e di abbraccio. che, la notte accanto.

di fianco a case e porte. che di musica bussano.
delicate.

sospiri di anime che, di finestre varco, aprono la notte.
davanti al mondo. che di sole ha dipinto gli occhi.

ed ora chiari vibran ricordi.

come ad un orecchio, come se.
di frase interrotta capitello, e di cinta ardiglione.

resta dove il poi parla e mente, mente di bontà.
a ciel sereno.

due piedi, una sedia

(finestra aperta)

tobia alberti, 19 febbraio 2013