(dagli tu un titolo) da te.

apparve in un pomeriggio di aprile.
gentile, calmo, quasi adulto.
guardava intorno a se, piangeva. piano.

un'anima che un giorno sarebbe diventata uomo,
un pensiero che un giorno avrebbe cambiato,
il mondo.

per ora oscillava i piedi. muto. seduto sull'orlo di uno steccato.
bosco rado, prato, mare.
gli occhi come il cielo, un cielo senza nuvole,
un raro cielo senza nuvole.

sognava, anche. sfocando i contorni  dell'orizzonte che di fronte a lui viveva, tendendo al risveglio.

azzurri, rosa, brezza cauta. soppesava ogni arbusto, ogni filo d'erba, ogni vita. 
aggrappata al suolo, attratta dal profumo dei fiori, dalla leggiadria dell'attimo, di quell'attimo.

vento ora leggero ora immobile.
immobile contemplazione.

creato.

non come una stanza illuminata, come un camino acceso. no.
molto più semplice, vibrante, vivo. ma al tempo stesso accogliente, pace, donante, amore.

nessun odio lontano, in nessun miraggio di buio, di scuro,
di fine.

no.

solo armonie legate dal vento, e sguardi legati da sogni,
ad una realtà la cui unica aspirazione era diventarlo.

tobia alberti, 5 febbraio 2013