la tua alba

operavomi segni sul viso
e piano guardavo.

calciavo sigilli ed ombre
e sempre più lento sentivo.

squadrando tempo e spazio, per poi dar
volto, segno
solo ed attimo.

corpi sparsi di praterie e nuove luci,
cornici di malto che sciolgono e consumano,
consumano dentro, ogni animo, ogni.

tutto.

vite, anime, visi, occhi,
tu.
come neve.

e operavomi pensieri alle tempie
sfiorandoti piano.

calciavo con garbo il mondo
e ad ogni incontro tremavo.

sì che d'albero mi tinsi un giorno i capelli,
che il sole ci si potesse impigliare.

volto, sogno
solo ed attimo, più.

solo ed uno,
solo e in palpito, d'abbraccio.

luna e luci, guardano
lampade che piano s'imbiancano in strade
e non timide, oppure riservate
forti.

che è meno notte, ora.

notte, sagoma che vento e poi
brezza,
porta.

ruvida, cinta di chiaro
cinta in vita.

come neve.

tobia alberti, 8 marzo 2013