le nuova fondamenta (la fotografia intorno agli occhi)

E se la fotografia soppesata, valutata, selezionata prima dello scatto ed eventualmente evitata, fosse superata?
Oggi che tutti possono, oggi che tutti tendono a scattare senza pensare, senza porsi pensieri, oppure parole, oppure valori, idee, esperienza.

Io fotografo esattamente come altri milioni di persone. Perché, quindi, l'ignoranza e la moltitudine di scatti privi di fondamento che ci si propongono all'occhio oggi, non potranno giunger arte in futuro?

Ora che gli scatti di qualità sono nicchie solitarie, ora che la fotografia è di tutti e tutti se ne attribuiscon fasto, se ne dipingon mente scattando poi con il sol dito.

E quindi perché un fotografo professionista non dovrebbe unirsi alla massa,
perché? 

Chi si dedica alla fotografia ed alla tecnica sa di essere in balia di un mondo che comunica con i mezzi con i quali lui dovrebbe vivere. E comunica in modo continuo, senza interruzioni, generando enormi quantità di immagini, talvolta banali, talvolta fini a se stesse, ripetitive, decontestualizzate dal loro ambiente di nascita.

Queste dovrebbero esser critiche. 
Ma se si stessero rovesciando trasformando i punti qui sopra in basamenti di progetti fotografici volti a rispecchiare in modo stretto il presente o addirittura si stessero (piano) proponendo come nuove regole della fotografia, nuovi fondamenti?

Un modo per comunicare, come lo è sempre stato. Un modo per esprimere, non importa cosa.

La fotografia è nata in fianco alla pittura. E' nata dalla tecnica e dall'ispirazione. Uno sbocciare di semplicità e comodità, di spirito moderno e nuovi orizzonti di raffigurazione.

Nessuno può affermare oggi che la fotografia di scarsa qualità sia un problema. Perché è un problema talmente diffuso e dilagante senza barriere, che potrebbe diventarne anche la soluzione.

tobia alberti, 15 aprile 2013