non sei fatto di magliette bianche, o di piccole forbici blu.

che tanto ho guardato, forme. disegni di fumo. pensieri che, gocce,
son cadute sulla strada.

occhi, che forse non. ma che dietro una nuvola continuano a guardare, a parlare,
a vivere sotto il cielo.

conoscendo, camminando, non parlando. poi lentamente tramontando, e lasciando.
a lato prati di fiori rossi, a lato di balconi, tende, comodini.

aveva le tasche vuote di chi parte, le valigie piene di chi non resta. fronte alla strada, un po' china,
alla strada.

un asilo per pensieri che si scaldano al respiro di fiammiferi, e candele, e canzoni.

non supplicai, non volli domandare nulla. nulla a quella porta chiusa, nulla a quel sorriso da bambino che era capitato dono.

volsi spalle e smisi di cantare. pascolando arte tra casa e cucina, tra tende e bei tramonti
(poche albe).

forme disegnate sotto le stelle di soffitti e marmellate. ombre catturate tra bicchieri e riflessi, di luce.
di luce e sole, e lampadina. di suono richiamo,
di capelli colore.

come insalata e porcellana, la parte, il centro.
che di ritorno si macchia

e sussurra alla sera.

tobia alberti, 15 giugno 2013