a picco sul mondo che prova ad aprire

sudato brancolo sogni che vibrano nel vento, come la nebbia, le nuvole,
il fumo.

aggrappo appigli a me e piano mi piombo nel vuoto della luce che sorge, che filtra, che coraggiosa (e poca) sale dal fondo.

dico ad altri parole, e lettere di discorsi vani, inutili,
futili di una bellezza che nessuno coglie e amanti di una moglie che ormai giace tra i fiori, in un campo di fiori.

sei un contorno bello adesso,
ti guardo e sei un contorno bello, pieno di bello, di candela, di vita ed altre parole.

le penso, le vite degli altri. le penso e le ammiro.
così linde, filate con cura, sottili,

sensate.

in superficie i sogni vibrano ancora. girano, vedono, mi guardano (non li vedo).
poi dimentico, poi perdo,

forse rimani.

ma io sono nuovo, e forse vuoto,
e devo nascere di nuovo.

tobia alberti, 20 luglio 2013