operavomi pensieri alle tempie #6

Di solito taccio, occhi aperti e taccio. Oppure piano mi muovo, al sole, al cielo, al caldo, al freddo. Tepori di vite congelati un poco. Poi li sminuzzo. Mangio.
Per decidere penso, per poi tornare nascita. Per poi rientrar bottone, perduto. Camicia, stesa.
Ma adesso è mattino, il sole non mi frusta di idee, di corruzioni bellissime. Quindi taccio. Aspiro. Appaio.

il mio infinito è diviso (in settimane)
il mio infinito è diviso (in settimane)

sto provando (ancora)
sto provando (ancora)

di altre oneste patologie
di altre oneste patologie

che di (domenica) e di (bianco)
che di (domenica) e di (bianco)

e passo di carta
e passo di carta

l'albero delle pietre e delle nubi
l'albero delle pietre e delle nubi


tobia alberti, 12 luglio 2013