chi ha i piedi, chi ha le mani (per le nuvole)

tante graziose gambe che ballano distanti dalla pioggia.
che il profumo dei capelli,
il profumo dei capelli.

si appoggiavano i passi sul rametto di legno, pochi alla volta,
pochi alla volta.

il cielo.

correndo, correndo si vola (diceva la radio),
correndo si vive, correndo si muore.

piccoli gradini a salire,
sul manico dell'ombrello rosso della nonna,
sul bordo secco di un vaso, del suo geranio.

morbidi.

si stava larghi nella giornata,
calzando pantofole, sorrisi e ombre al mondo.

il mondo.

bianco di manichino in attesa di vetrina,
lui.
squadrato di plastica in attesa di forme,
lui.

loro.

il giusto che correva invisibile al lato del bosco scuro,
l'occhio che sapeva che cosa guardare,
del respiro che amava ascoltare.

ai piedi del mondo è profumo,
ai piedi del mondo è vicino,
ai piedi del mondo

è mondo.

ancora.

tobia alberti, 4 luglio 2014