la postura del gatto che (mente d'uomo) sfila di moda

sulla cima della montagna candelabro del sole
che rompe la geometria e scompare.

i suoni, le corde, il verde che è grigio e non lascia vedere il cuore.

sulla cima che è nuvola come capelli,
vuoto che si accende e si spegne.

dicendo il canto del gallo.
scrivendo la doccia di settembre, che tornerà a dipingere le ore.

la postura del gatto che (mente d'uomo) sfila di moda (1)

(moscerini del mondo si vive camminando miracoli)

foglie in fila, in quieto disordine, unite e divise dal tempo.

torri di verde su un muro che è monte,
città di rosa in corsa, solide
in fondamenta di cielo.

la postura del gatto che (mente d'uomo) sfila di moda (2)

dove è più chiaro è uno squarcio, è una fiamma che non si lascia toccare
è un disegno di matita e il sogno del mare.

ossa che salgono come fumo, immobili,
a calice,
ad abbracciare una porzione di cielo, per guadagnar l'invisibilità.

corrono e corrono le automobili trasparenti, e il loro rumore morde il cielo.
come l'ultimo lume dorato morde lo sguardo,
come il comodino morde il risveglio,
il cane l'aria.

la postura del gatto che (mente d'uomo) sfila di moda (3)

son corde per salire,
son scivoli per scivolare.

son capre che passeggiano in città indicando i semafori rotti e scuotendo la testa.

la casa bianca giace al limitare del bosco scuro.
nel dubbio esisterà anche domani.

per accoglierti.

tobia alberti, 28 agosto 2014