preparo le valigie per andare alla porta della sera (flauto)

d'aria calda e mosche, di puzza di latte.
di calda erba cresciuta sulla terra, cresciuta sulla terra, al sole.

non si respira d'aria, si respira di luce, che piano continua a salire sulle gambe, aggrappandosi con le unghie, aggrappandosi con lo sguardo.

ripiegare coperte di lana da poggiare a lato del divano, cucire con la mente sguardi a pensieri, sguardi a sogni, sguardi ad altri sguardi.

stracciare tutto e partire.

un can che abbaia, e poi il silenzio.
il silenzio.

come un'autostrada piena di niente, la custodia del burro usato, il pettine rotto, un buco in un vetro.
niente.

vento.

l'alito che, caldo, sporca la pelle, la fa cuocere.
rossa di vergogna e di estate al mare.

movimenti leggeri e di plastica, sul balcone
un gatto, un platano, un geranio, un coltello poco affilato.

d'aria di pioggia nemmeno l'ombra,
dell'ombra che vuoi nemmeno il sapore.

arrivederci, pomeriggio.

tobia alberti, 1 agosto 2014