da qui la porta non si vede ancora, ma si sente il profumo di casa

si disse che era presto, era presto per il sole.
dello sguardo del lago,
delle increspature degli occhi.

il pane.

si disse che i pantaloni si potevano portare corti,
e che non si deve mangiare di corsa.

l'ampio suono dell'orchestra che costruisce giorno per giorno,
l'anima.

l'acqua.

non si disse perché,
non si cercò di disegnare.
si esisteva, come si esiste ora.

nuvole calde del miele di castagno,
non tendono all'inverno,
ma tendono al gelo,
e dal caldo sono calde.

giallo sono dentro,
quando la vita mi lecca la punta del naso.

si disse insieme a lei che domani ci si sarebbe alzati presto,
e che sarebbe stato meglio portare un po' di tè.

cammino che docile si lascia accompagnare all'altalena,
e poi gioca a toccare il cielo.

il respiro.

suonava il violino, il mondo,
la sera in cui arrivai.

(debbo ancora arrivare)

tobia alberti, 14 novembre 2014