due, dal quarto al settimo visitatore

di guardare, di guardare senza cercare di capire.
del correre che sciupa la perfezione
e rincorre il colore.

come il sole che si appoggia al muro di una casa,
nell'ora del pranzo.

due, dal quarto al settimo visitatore

occhi.
piccole dita puntate.

è un sasso,
è un polpo,
è un bastone e un sasso.

quello che esiste,
che si può toccare,
sognando di tutto nell'attimo che lo precede.

che cosa hanno visto?

avresti potuto chiamarti matilde,
e forse ognuna di loro, al muro,
sarebbe esistita con un'anima diversa.

viso,
grazie.

"che cos'è questa?"
"è una giornata di sole, e domani si vive anche domani."


tobia alberti, 23 novembre 2014