quattro, dal diciannovesimo al ventesimo visitatore

di verità,
gioco di occhi.

delle arance e delle loro foglie,
pensiero di ruote.

quattro, dal diciannovesimo al ventesimo visitatore
sono state giornate di sole,
sono state tegole poggiate sulla testa,
in giornate di neve.

le mani fredde, le dita dieci,
in testa i capelli.

si vive di persone che vivono,
dissi,
appoggiando il sonno su una poltrona di
opere liriche.

ho giocato, ed ora gioco ancora.
trovando i mondi che amo,
negli occhi degli altri.

(che magari loro,
nei miei,

tobia alberti, 25 novembre 2014