sei, concerto per violino in mi minore

del segno lasciato,
premuto.

sei, concerto per violino in mi minore

appoggiato alla porta prima di bussare,
posato alla luce prima di dormire,
accarezzato a lungo prima di partire.

della linea nata da menti,
ispirate al cielo.

non solo esistite, ma ancora vive,
oggi,
della semplicità del pensiero.

non sono ricami, sono trasmissioni radiofoniche per il sole,
sono il pane delle nuvole,
il latte delle mucche,
il tavolo dello spazio colmo d’aria, prima dell’arrivo dell’uomo.

di oggetto in segno,
di segno in luogo,
terribilmente odoroso di casa,
di bicchiere,
cucchiaio,
sapone,
cintura,
coperta.

l’alba dello sguardo,

tobia alberti, 27 novembre 2014