tre, il visitatore invisibile

dalla natura della luce,
che cade.

dalla natura delle cose,
che giacciono.

tre, il visitatore invisibile
"luce che giace non nuoce,
luce che giace muore"

i suoni dell'inverno,
seduti in cerchio nella sala,
raccontano.

"testa tra le mani e
mani nel cielo"

le finestre sono le finestre che cerco,
l'apertura la chiusura.

di chiusura il vizio e l'accoglienza.

sono riuniti ed io con loro,
sul pavimento del pavimento,
tra la sera della sera.

non cantano e non esistono.


tobia alberti, 24 novembre 2014