l'uovo

dall'alto dell'alto tiglio,
il coinvolgente avvolgere di una lavatrice.

d'arco in arco lo sguardo,
freccia,
cantava al pubblico di formiche.

monti di malto in tazze di sciatori intenditori.

giacomo e giacomino eran seduti sulla giostra,
occhio,
per il cielo di stelle da contare.

arrivati a novantanove iniziarono di nuovo da uno,
segnando il cento con il dito.

suonando come ruote sulla neve,
due foglie cadenti.

del grande grande albero,
le lacrime per il suolo.

"papà, papere!"

e già giacomino giocava,
e giacomo guardava.

mondo di mondo,
mai sazio di modi di musicare,
il morso delle cose.

tobia alberti, 9 dicembre 2014